Il progetto di nuovo polo logistico, che potrebbe essere realizzato “con la forza” dal PD se vincesse il “sì” al referendum attraverso la dichiarazione di “sito di interesse strategico nazionale” per la logistica piacentina.

Intendo rendere nota la più ferma contrarietà al progetto di raddoppiamento del polo logistico piacentino. Un progetto sbagliato e dannoso, che avrebbe il solo effetto di distruggere per sempre il suolo e l’ecosistema cittadino, producendo pericolose conseguenze in termini di impermeabilizzazione (con tutto ciò che ne consegue in caso di alluvioni), distruzione di ettari di campagna e ulteriore innalzamento delle temperature nella zona est della città.

Di contro, ciò che il nuovo polo logistico porterebbe in termini di benefici sarebbe solo un non-sviluppo basato su lavoro non qualificato ed esposto alle peggiori dinamiche di sfruttamento da parte di aziende e cooperative appaltanti: non si tratta di una previsione pessimista, ma di quanto già ben conosciamo grazie a oltre cinque anni di mobilitazioni e dure lotte operaie nella nostra città.

Sono quindi altre le strategie di sviluppo che devono essere percorse dalla nostra città, a partire dalla valorizzazione dei settori produttivi tradizionali.
Invito pertanto tutte le parti sociali, i comitati e le forze politiche contrarie a quello che sarebbe un gigantesco scempio della nostra città a mobilitarsi, anche facendosi forti del fatto che esiste una delibera della Regione Emilia-Romagna (numero 664 del 15 febbraio 2005), la quale recita espressamente: “ulteriori estensioni del polo logistico non potranno essere localizzate a Piacenza […] la provincia e il comune di Piacenza si impegnano a recepire questo indirizzo nei rispettivi strumenti di pianificazione e attuazione”.

La delibera porta in calce le firme dell’allora assessore regionale Alfredo Peri, dell’allora sindaco di Piacenza Roberto Reggi, dell’allora presidente della Provincia di Piacenza Dario Squeri, dell’allora presidente della camera di commercio Luigi Gatti. Dato che le amministrazioni attuali sono eredi di quelle ricordate, sebbene decisamente più spregiudicate dal punto di vista delle politiche neoliberiste, ci si attenderebbe un atto di coerenza che faccia escludere qualsivoglia progetto di allargamento del polo logistico.

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