Giornata di lotta a Piacenza

Quando la costruzione di blocco sociale prosegue da anni con lavoro meticoloso, a volte capita anche questo: che dopo una normale giornata di attività sindacale si generi dal nulla un momento di lotta dall’energia travolgente.

E’ successo oggi, a Piacenza.

La giornata era iniziata con un giro di assemblee nei magazzini XPO Logistics, da mesi al centro delle attenzioni del S.I.Cobas e investiti dalla vertenza per il reintegro dei due licenziati politici (un ragazzo italiano e uno egiziano) a Pontenure.

Poi ci si è spostati a Castel San Giovanni, dove la roccaforte Leroy Merlin è stata teatro di un’altra affollatissima assemblea dei lavoratori. Da anni il S.I.Cobas si batte contro la parte datoriale (tutta: committente e consorzio cooperativo che opera all’interno del magazzino) per stabilire dei piani di stabilizzazione della manodopera, contrastando concretamente quella precarietà che i nostri governanti di ogni partito vorrebbero come cifra di vita. Il mese scorso, il responsabile del consorzio è stato arrestato per corruzione e il Sindacato ha rilanciato chiedendo l’assunzione diretta dei lavoratori.

Il sistema degli appalti è infatti il principale meccanismo di subordinazione degli operai, e da sempre nel programma del S.I.Cobas vi è il suo superamento: basta “cooperative” e aziende intermediarie che servono solo ad abbassare il costo del lavoro.

Giornata di lotta a piacenza

 

Ma un Sindacato che sia davvero tale non si occupa solo di lotta economica, e quando l’assemblea ha toccato il tema delle astute mosse del neogoverno M5S-Lega Nord gli animi si sono subito scaldati. Non è possibile che, a fronte di 10 anni di politiche di austerità, di leggi anti-operaie (“Jobs Act” ma anche “buona scuola”, perché se il primo ci rende tutti licenziabili la seconda compromette la possibilità che i nostri figli abbiano un futuro migliore!), di massacro dei poveri Salvini riesca a tenere in scacco l’opinione pubblica agitando ogni giorno un capro espiatorio diverso!
Si tratta di una vera presa in giro: i problemi di chi vive in Italia non sono i 600 disperati sulla Acquarius ne le poche migliaia di rom che vivono nelle roulotte: sono piuttosto i padroni e la loro avidità, che ci tiene schiacciati con paghe da fame!

E’ quindi partito un corteo spontaneo che ha bloccato il polo logistico sino attraversandolo e portando sin davanti ai cancelli questi contenuti. Nelle parole della classe operaia si è sentita più coscienza che in tutti i telegiornali e in tutti i post su facebook degli ultimi giorni!

Il corteo esce dal magazzino Leroy Merlin

 

E che bello che, grazie anche al lavoro di sapiente tessitura dei militanti di CT in questi mesi, gli operai sgomitassero per esporre oltre ai vessilli del Sindacato anche le bandiere del PKK e di Dax, consapevoli che un mondo più giusto potrà esserci solo se anche il confederalismo democratico si affermerà, pacificando il medio oriente, e se i rigurgiti nazionalisti verranno rigettati e sconfitti!
Una giornata memorabile, animata da giovani per i giovani insomma. Un granello di futuro che è già qui!

Gli interventi alla fine della manifestazione

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