La giornata di sciopero e mobilitazione generale del 21 ottobre indetto dal sindacalismo conflittuale e di base ha visto la partecipazione di migliaia di lavoratori di diversi settori che hanno aderito convintamente allo sciopero, partecipando in massa agli svariati picchetti, manifestazioni e presidi su tutto il territorio nazionale. Ancora una volta, i lavoratori della logistica si sono contraddistinti per la radicalità e determinazione nella lotta davanti ai cancelli della logistica, con decine di blocchi e picchetti che hanno inciso pesantemente nel settore con centinaia di camion incolonnati davanti gli hub, gli interporti e i principali centri di smistamento del paese, mentre diversi cortei sfilavano per le vie delle città. Un risultato importante perché improntato su una piattaforma di lotta dove la centralità e l’importanza dell’opposizione alle politiche anti-operaie e anti-proletarie del governo Renzi é stato pienamente colto dai lavoratori che hanno aderito convintamente a questo sciopero. Un risultato importante perché ci ha permesso d’entrare in contatto con nuovi strati e gruppi di lavoratori che hanno preso coraggio e stanno organizzando il sindacato sul posto di lavoro, dandoci ulteriore conferma di come una giornata nazionale di mobilitazione come quella del 21 ottobre non sia mai un punto d’arrivo, ma un passaggio di ripartenza e rilancio nell’organizzazione del conflitto di classe! Di seguito diamo un breve report (con alcuni video) su alcune delle mobilitazioni costruite sui territori e davanti le aziende durante la giornata di sciopero.

TORINO
Lo sciopero inizia che é ancora notte fonda. Un centinaio di facchini, operai della logistica e solidali iniziano a picchettare il cancello del CAAT (Centro agro-alimentare di Torino) dove da ormai tempo i lavoratori del S. I. Cobas stanno lottando contro le condizioni schiavistiche che le cooperative vorrebbero imporre alla forza lavoro. Il blocco é totale, in poco tempo anche centinaia di camion si bloccano con una chilometrica coda sino alla tangenziale, sotto gli occhi di un forte schieramento di polizia e carabinieri. Subito momenti di tensione, con immediata minaccia di carica e sgombero. I lavoratori del CAAT che durante la settimana avevano ricevuto minacce e intimazione insieme a delegazioni di lavoratori della Michelin-Elle, TNT, BRT, ecc. hanno invece risposto compatti , anche se qualcuno scortato dalla polizia è entrato . Insieme con la polizia, dopo 2 ore, si riuniscono anche una trentina di padroni e grossisti, che con tono minaccioso vorrebbero romper il picchetto. Il picchetto tiene, invece, duro per 4 ore finché arriva una carica, coperta dal lancio di lacrimogeni. Il presidio tiene ancora per un ora, finché non si scatenano nuove cariche, a cui si alternano nuovi e brevi blocchi dei mezzi. Verso le 5,30 si decide di sciogliere dietro una ulteriore carica. La mattina viene poi convocato un presidio sotto il Comune per richiamare alle proprie responsabilità le istituzioni politiche della città rispetto la situazione di sfruttamento e lavoro nero che ancora rappresenta il CAAT.

MILANO, PAVIA, PIACENZA
Grande la partecipazione dei lavoratori alla giornata di sciopero, con adesione quasi del 100% nelle aziende dove é forte la nostra presenza sindacale. La giornata é iniziata con un grande picchetto a Settala, presso il magazzino DHL, con la partecipazione di più di 300 lavoratori che hanno bloccato per ore la merce in entrata e uscita, anche in risposta alla politica antisindacale e di mancato riconoscimento del sindacato che la stessa DHL stà continuando a portare avanti a livello nazionale. In mattinata un altro blocco ha invece interessato i driver di “clicca pomodoro”, lavoratori che consegnano la spesa per conto di Esselunga, arrivando a strappare un incontro con l’azienda fornitrice dell’appalto. Nel pomeriggio la battaglia si é spostata presso l’interporto di Carpiano, con più di 400 lavoratori in sciopero e picchetto che hanno bloccato dalle 14 alle 20 personale e mezzi, determinando la completa paralisi di tutta l’area industriale. Altissima nella giornata l’adesione allo sciopero dei lavoratori della provincia di Pavia e Piacenza – territori ad altissima “concentrazione logistica” – dove i lavoratori hanno dato vita prima a blocchi davanti ai magazzini, come presso lo stabilimento H&M di Castelpusterlengo dove i lavoratori erano in sciopero già da giovedì 20 ottobre. Nel pomeriggio un corteo di più di 400 lavoratori ha attraversato le strade di Castel S. Giovanni (Piacenza) rivendicando la più ferma opposizione contro sfruttamento padronale e politiche anti-operaie di questo governo. In serata inoltrata, sempre nel piacentino, nuovo blocco, fino alle 23, presso lo stabilimento SDA di Monticelli.

BOLOGNA, MODENA
Più di 500 lavoratori hanno bloccato per l’intera giornata l’interporto di Bologna, dando vita a un determinato presidio cui hanno partecipato tutte le realtà solidali (studenti, occupanti di casa, compagni di diverse realtà sociali e politiche, ecc…) che ormai da anni stanno sostenendo le lotte dei lavoratori del settore logistico. Nell’arco della giornata si sono succeduti diversi interventi da parte di operai e militanti che hanno ricordato le ragioni di questa giornata di sciopero e di mobilitazione e dando così vita a una grande assemblea operaia davanti a uno dei più grandi snodi logistici di questo paese. Di rilievo anche lo sciopero degli operai del magazzino Conad di Modena, in picchetto fin dai giorni precedenti. Qui le ragioni dello sciopero generale si legavano e incrociavano con la vertenza aziendale in atto in quel magazzino dove i lavoratori stanno rivendicando la piena applicazione del CCNL di categoria e soprattutto il reintegro di un loro compagno licenziato. Nel corso della giornata sono stati diversi i tentativi di sgombero del picchetto cui i lavoratori hanno resistito, supportati dai compagni giunti da Bologna, dando poi vita ad un corteo che ha attraversato le vie di Modena.

PISA
Qui la mobilitazione di lavoratori e compagni si é concentrata sul polo industriale Piaggio e indotto, presso Pontedere, proprio per dare ancora più forza e incisività, in una giornata di mobilitazione nazionale, alla dura lotta che i lavoratori Iscot appaltati presso l’azienda Sole (indotto Piaggio) stanno portando avanti da mesi per il reintegro di due compagni lavoratori. Dalle 8 del mattino é partito il picchetto davanti ai cancelli della Sole con il blocco totale della merce in entrata e in uscita. In supporto in mattinata sono arrivati facchini in sciopero della Fercam di Prato. A dar man forte in tarda mattinata anche il corteo cittadino partoto dai cancelli della Piaggio che, prima ha attraversato la cità di Pontedera, per poi raggiungere gli operai Iscot e rilanciare il blocco della rotonda che porta al polo industriale.

GENOVA
Buona adesione dei lavoratori dei diversi settori che hanno partecipato con determinazione al corteo unitario S. I. Cobas e USB che ha attraversato le vie del centro cittadino. Diverse in questo senso le categorie coinvolte dai lavoratori del pubblico impiego, ai facchini della logistica, dai vigili del fuoco, alle lavoratrici degli alberghi, dai lavoratori della nettezza urbana, ai lavoratori della sanità. Il corteo partendo dal palazzo della Prefettura ha percorso per le vie del centro sostando sotto i palazzi del Comune e della Regione dove gli interventi dei vari militanti e delegati mettevano in risalto le ragioni dello sciopero ma anche la complicità con cui i poteri locali portano avanti l’attacco anti-operaio e anti-proletario nei riguardi di strati sempre più ampli di classe. Bloccata per ore tutta la viabilità cittadina.

BRESCIA
Altissima l’adesione in tutte le aziende del bresciano. Partito un corteo di centinaia di lavoratori, per lo più appartenenti alla logistica tematizzato sull’opposizione allo sfruttamento e contro il Jobs Act e tutte le controriforme del lavoro. In serata picchetto con blocco totale dello stabilimento BRT di Cazzago S. Martino, sempre nel bresciano.

ROMA
Molto alta l’adesione allo sciopero in tutto il centro Italia, con concentrazione delle manifestazioni a Roma. Nella prima mattinata un corteo di lavoratori della logistica e di altri settori, insieme agli occupanti di case si sono diretti in corteo presso il magazzino GLS di Fiumicino dove hanno dato vita a un picchetto e presidio che per ore ha bloccato mezzi in entrata e uscita, paralizzando di fatto l’attività. Nel pomeriggio, invece, presidio sotto il Campidoglio dove nella giornata di sciopero generale le vertenzialità e lotte per il salario si sono continuate ad intrecciare con quelle sulle case e contro gli sgomberi, proprio per dare un segnale di unitarietà in questo senso.

NAPOLI
Dalla prima mattina, per più di due ora, é stato bloccato l’interporto di Nola (all’interno della quale c’é il famoso reparto confino dell’FCA di Pomigliano) proprio per ribadire la ferma opposizione dei lavoratori alle politiche antioperaie di questo governo che trovano in Marchionne, non a caso, uno dei suoi più strenui sostenitori. In mattinata la mobilitazione si è poi spostata in un corteo a Napoli con lavoratori, studenti, disoccupati che hanno sfilato uniti e combattivi per le vie della cittá!

FOGGIA
In occasione della giornata di sciopero generale sono scesi in piazza anche i lavoratori della campagne del foggiano per ribadire con determinazione le loro richieste, che portano avanti da più di un anno: documenti, contratti, sanità, casa, trasporti. Nonostante le provocazioni di Prefettura e Questura, lavoratrici e lavoratori hanno dimostrato ancora una volta la loro volontà di lottare e di non cedere a provocazioni e ricatti. Infatti, dopo mesi di silenzio e ripetuti solleciti, il giorno precedente allo sciopero la Prefettura ha ricevuto, alla presenza del Questore, una delegazione di lavoratori, dimostrando tutta la difficoltà e l’imbarazzo delle istituzioni nel fornire risposte concrete. Lo stesso giorno, all’alba, la polizia ha fermato tre lavoratori all’uscita del “ghetto” di Borgo Mezzanone e in serata ha emesso nei loro confronti tre decreti di espulsione, firmati da Prefetto e Questore. La giornata di sciopero di ieri ha espresso unità e solidarietà trasversale, a Foggia come in molte città d’Italia in cui lavoratrici, studenti, precari, occupanti di case si sono mobilitati contro ogni forma di sfruttamento e contro le politiche del Governo Renzi.


Il corteo di Castel San Giovanni

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