Dopo l’intervento del nostro compagno medico, continuiamo con la nostra serie di contributi “tecnici”, avvalendoci stavolta della collaborazione di un ragazzo che non fa parte di ControTendenza, ma che è conosciuto in città per le sue attività di monitoraggio scientifico dei livelli di inquinamento dell’aria. Il testo ha il taglio del “cittadino comune”, ad esempio quando ragiona rivolto agli amministratori cittadini, ma mai come in questo momento crediamo che sia utile accumulare conoscenza e punti di vista eludendo la trappola delle “stellette militanti” che tanto danno produce spesso anche nei circuiti di compagnx. La logica è la medesima: riappropriarci della competenza tecnica per contrastare le sue pretese di neutralità -strumentali alla conservazione dell’esistente- e per far sì che il gap in termini di sua padronanza non favorisca una fuoriuscita “da destra” alla crisi emergenziale cha attraversiamo.

Per inciso, le considerazioni qui di seguito dovrebbero anche riconfermare la bontà della scelta di adesione alle mobilitazioni dei “Fridays For Future” piacentini. Un movimento certo spurio ed eterogeneo, non scevro di contraddizioni (ricordiamo quando un esponente del PD piacentino storse il naso alla legittima rivendicazione NoTav che portammo in una manifestazione), ma che vale la pena di agire come terreno di lotta politica proprio per la centralità della sfida ambientale che questa situazione di eccezionalità rivela essere correttamente interpretata dalle centinaia di migliaia di ragazzi scesi in piazza a più riprese in tutto i mondo. Buona lettura!

Da ormai un mese si parla solo di COVID-19, il corona virus che ha infettato il mondo intero. Essendo molto contagioso e non essendoci un vaccino, lo si combatte con l’unica arma che davvero può funzionare: si sta in casa o quantomeno ci si muove il meno possibile. Lungi da me cercare aspetti positivi da questa pandemia, anzi scansiamo subito gli equivoci: non ci sono aspetti positivi e speriamo si concluda presto.

C’è un però. E il però è che non possiamo fare finta di nulla, sotterrare la testa sotto la sabbia o concentrarci a scrivere un post accattivante sui social in modo da non pensare ad altro. La mobilità da automobile ridotta o praticamente azzerata, ha prodotto un’aria nettamente più pulita. Lo scopriamo con i dati, lo scopriamo anche andando sul balcone: cielo azzurro, aria pulita, fresca, ottima.

Partiamo quindi subito da un dato incontrovertibile: LE QUARANTENE HANNO CONTRIBUITO A RIDURRE L’INQUINAMENTO SULL’ITALIA. I nuovi dati del satellite Copernicus Sentinel-5P dell’ESA mostrano un inequivocabile declino dell’inquinamento atmosferico e in particolare di uno dei suoi marcatori più importanti e pericolosi, il biossido di azoto (NO2) proprio in coincidenza dell’inizio dei blocchi imposti dal governo italiano per contrastare la diffusione del Coronavirus.

La riduzione è particolarmente evidente al nord, la prima zona a subire gli effetti della diffusione del virus e quindi delle pesanti restrizioni. I dati vanno dal primo Gennaio di quest’anno fino all’11 marzo e sono stati presi con lo strumento Tropomi montato a bordo di Sentinel-5P, in grado di mappare e rilevare la presenza di una moltitudine di inquinanti, dal monossido di carbonio al biossido di azoto.

Potete notare nella parte finale (relativa al momento di passaggio fra febbraio e marzo) di questa brevissima animazione video, che assembla le rilevazioni di Sentinel-5P, la significatività di quanto abbiamo appena detto:

Coronavirus: la riduzione dell'inquinamento al nord

LE QUARANTENE HANNO CONTRIBUITO A RIDURRE L'INQUINAMENTO SULL'ITALIAI nuovi dati del satellite Copernicus Sentinel-5P dell'ESA mostrano un inequivocabile declino dell'inquinamento atmosferico e in particolare di uno dei suoi marcatori più importanti e pericolosi, il biossido di azoto (NO2) proprio in coincidenza dell'inizio dei blocchi imposti dal governo italiano per contrastare la diffusione del Coronavirus.La riduzione è particolarmente evidente al nord, la prima zona a subire gli effetti della diffusione del virus e quindi delle pesanti restrizioni. I dati vanno dal primo Gennaio di quest'anno fino all'11 marzo e sono stati presi con lo strumento Tropomi montato a bordo di Sentinel-5P, in grado di mappare e rilevare la presenza di una moltitudine di inquinanti, dal monossido di carbonio al biossido di azoto. Nonostante le fluttuazioni periodiche causate dalla copertura nuvolosa e dai cambiamenti delle condizioni meteorologiche risulta drastico e evidente il crollo della concentrazione di NO2 sulle regioni del nord proprio in coincidenza dell'inizio dei blocchi. Il biossido di azoto è prodotto principalmente dal traffico cittadino e dalle attività industriali quindi non sorprende un suo crollo dopo l'inizio della sospensione di molte attività commerciali.Un simile risultato si è avuto in Cina, e ve lo descrissi in un video di pochi giorni fa: le concentrazioni di NO2 erano crollate rimanendo a livelli minimi mai visti negli ultimi 15 anni proprio a causa delle pesanti restrizioni adottate, anche qui, per limitare la diffusione del virus. Molto probabilmente visto il perdurare, purtroppo, dell'emergenza i dati delle prossime settimane confermeranno questa tendenza.Mi raccomando: TENETE DURO, rispettate TUTTE le indicazioni della protezione civile, del governo e dell'istituto superirore della sanità, RESTATE A CASA, non importa adesso se resterete da soli. La solitudine è l'unica via per tornare a stare tutti insieme.Matteo

Posted by Chi ha paura del buio? on Friday, 13 March 2020

Da un paio d’anni battaglio ogni inverno sui social per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema inquinamento e mobilità alternativa. A Piacenza l’aria è irrespirabile, si sa [l’incidenza tumorale a Piacenza dovuta al mix di trasporto su gomma, ivi compreso quello industriale, fattori geomorfici e inceneritore è al top in Italia e probabilmente in Europa, ndr]. E le risposte che ottengo o sono di tipo culturale (ovvero sono abituato a usare l’auto anche per andare in bagno quindi non rompere) o sciorinano del benaltrismo spicciolo, ovvero eh ma le automobili non c’entrano, il problema è la pianura padana, l’inceneritore, i riscaldamenti, gli allevamenti o le congiunzioni astrali. Tutto quello che volete ma le auto no, quelle sono innocenti. Perché toccano il nostro quotidiano e ne risentiremmo in prima persona, quindi come sempre, essendo una società totalmente egoistica, guardiamo al nostro orticello.

La pianura padana non è ventilata, certo, l’inceneritore non è salutare, verissimo, i riscaldamenti incidono (quelli a biomasse producono pm10-pm2.5, le caldaie a metano producono co2) e idem gli allevamenti. Ma il traffico insopportabile con migliaia di auto che sgasa sotto la tua finestra, mi spiace, ed è probabilmente il maggior responsabile della aria oscena di questa città. Ho sempre sostenuto che serviva un vero test, non un blocco di qualche veicolo dalle 8 alle 18 e non un blocco di un giorno intero alla domenica. Serviva un vero test per dimostrare che le auto sono il problema, un blocco totale di una settimana. Chiaramente era impossibile attuarlo, ci sarebbero state le rivolte. Con il blocco forzato causato dal coronavirus, abbiamo avuto il test. Di oltre una settimana, praticamente quasi un mese e il risultato? L’aria è notevolmente cambiata, si è ripulita. Vero, a tratti c’è stata pioggia e vento ma in condizioni normali, saremmo tornati allo schifo nel giro di uno, massimo due giorni. Stavolta no, stavolta l’aria rimane pulita. Ne è una prova l’immagine scattata dal satellite:

Traffico e aria a Piacenza 2

Un altro metodo per monitorare la qualità dell’aria, sono le centraline auto-costruite dal basso. Io ne ho posizionate 3, una in centro storico (zona via Garibaldi), una in zona Galleana [estrema periferia della città a ridosso della tangenziale, per i non piacentini, ndr] e una a Vigolzone [paese della Val Nure a circa 20 km di distanza dalla città, ndr]. Ognuno di noi può costruirsene una, serve un balcone, una presa elettrica e una rete WiFi. Tutto qua.

Si possono consultare semplicemente visitando OpenStreetMap (con l’unica accortezza di dividere per due il rilevamento se l’umidità indicata supera il 70%).

La differenza con quelle ARPA, cioè l’ente ufficialmente preposto?
Quelle di ARPA fanno una media giornaliera, queste invece sono in tempo reale, rilevano il dato ogni 2 minuti. Sono sensibili, basterà fumarci una sigaretta vicino per far andare il valore alle stelle.

Traffico e aria a Piacenza 3

E fosse solo la drastica diminuzione di PM10 e PM2.5! Una città con meno auto è una città più vivibile. Ricordiamocelo. Se si vive e si lavora a Piacenza, spostarsi in auto è inutile. Si può fare la gran parte dei lavori tranquillamente in bici. Ci metteremmo anche meno tempo in quanto non dovremmo affrontare traffico e non dovremmo cercare un parcheggio, metteremmo la bici esattamente di fianco alla porta della nostra destinazione.

E’ questo che va capito, ma l’aria di questi giorni temo non rimarrà impressa e quando questo incubo targato COVID-19 sarà finito, torneremo tutti a usare l’auto anche per soli 2km e lasciarla col motore acceso per scaldarci o per raffrescarci in estate. Lo smog uccide 80mila persone all’anno (altro che coronavirus!), leggi: LinkiestaL’aria inquinata uccide ogni anno 80mila persone solo in Italia.

Eppure non ci interessa perché non è tangibile, non ci sconvolge nel quotidiano, è un pericolo silente che non si mette troppo in mostra e quindi ce ne freghiamo e ce ne fregheremo ancora. Perché in inverno c’è freddo (basta coprirsi), perché il bambino ha freddo (basta coprirlo) e in estate si suda (oh che non sia mai). Non uscire di casa per evitare il contagio di un virus è una questione di buon senso, un cittadino lo dovrebbe fare a prescindere. Eppure serve un decreto del Governo che ci imponga di non andare in giro [sulle implicazioni culturali dei divieti e i loro rischi torneremo con altri contributi specifici, ndr]. Serve lo stesso atteggiamento sullo smog da parte dei nostri amministratori. Piacenza deve diventare una città scomodissima da girare in auto (ed è già molto scomoda) ma comodissima da girare in bici, a piedi o con i mezzi. E’ chiaro, serve lavoro, investimenti e un piano quinquennale se non decennale. Ma si può fare. Si potrebbe per esempio, per dirne una tra tante, copiare Pesaro sulla BICIPOLITANA.

Due cose da fare domattina sarebbero pedonalizzare Piazza Cavalli e Piazza Duomo, subito, tout court. Altro che vediamo e ragioniamo. Piacenza è ad oggi la città emiliana con il minor numero di vie del centro storico pedonalizzate, ma anche quella con il centro storico più deserto e il maggior numero di negozi che chiudono. Che ci sia una relazione?

Ma la gente protesterebbe. Certo ma un amministratore deve pensare alla comunità e avere soprattutto una visione futura e non legata al consenso quotidiano. Una volta mi dissero che ci furono potreste per aver chiuso al traffico via XX Settembre e il corso. Adesso nessuno si sognerebbe mai di riaprirle. Ci vuole una visione futura e fermezza perché un amministratore deve lavorare per non essere rieletto. Solo così potremo definirlo un buon amministratore.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento