È fresca la notizia dell’ennesimo atto a opera della violenza maschile. Non ci interessa porre l’accento sui dettagli, perché la violenza patriarcale non conosce classe sociale né etnia, età o provenienza. Attraversa ogni nazione e società, ogni individuo che non abbia eradicato i germi della violenza e della sopraffazione: a partire dai comportamenti più piccoli e dagli schemi mentali più semplici che sono alla base della cultura del possesso, del controllo, dello stupro e della violenza.
Non ci interessa porre l’accento sul fatto che l’ennesimo caso di femminicidio – perché di questo si tratta – si sia verificato a pochi metri dalle nostre case, a Piacenza.

Perché il sentimento di rabbia viscerale che ci attraversa è sempre lo stesso e ogni giorno cresce. Perché non ci sentiamo meno vicine alle donne che ogni anno vengono uccise in tutta Italia, alle donne che ogni anno vengono uccise in tutto il mondo.

Ciò che possiamo dire in questo momento non è e non sarà mai abbastanza: qualsiasi parola detta finirà nell’oblio della tragicità di questi momenti.
Non possiamo che rinnovare, come ogni mattina, la promessa a noi stesse e al mondo di continuare a lottare. E siamo consapevoli che anche questo non sarà mai abbastanza.

Un forte abbraccio ai figli della vittima,

le ragazze e i ragazzi di ControTendenza.

Un giorno la vita mi ha colpito talmente forte, che ho imparato a resistere.

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