Salvini non passa neanche a Piacenza! 1

Anche oggi l’antifascismo ha rotto la paura, anche oggi l’antifascismo si è fatto sentire in un grido condiviso contro Salvini e contro tutti i fascismi.
Una folla di trecento persone si è infatti trovata a Castel San Giovanni (PC), sfidando l’isolamento della provincia e il disfattismo dei giornali.
Lo Sciacallo verde infatti ha deciso di concludere la sua campagna elettorale proprio nel piacentino, mostrando ancora una volta come l’obiettivo principale delle destre sia dividere il tessuto operaio che anima uno dei più importanti nodi logistici europei, composto per la maggior parte da migranti. Le sue parole d’odio, volte a mettere uno contro l’altro una popolazione affamata da anni di politiche antioperaie targate centro sinistra, non riusciranno a fare breccia nella massa compatta di antagonisti e operai piacentinx.
Oggi come tutti gli altri giorni abbiamo dimostrato come l’antifascismo non possa ridursi a slogan elettorali, ma deve essere un antifascismo militante che si pone il costante obiettivo di delegittimare tutte le soggettività politiche che fanno dello sfruttamento la loro finalità principale.
Siamo tutti e tutte consapevoli che la lega, come tutti i fascismi da CasaPound a Forza Nuova, che fanno della razza e dell’identitarismo la loro unica retorica, sono in realtà rappresentanti di una classe sociale ben precisa: quella dei padroni.
Non dimentichiamo anche i responsabili dello sdoganamento dei fascisti: dalle politiche infami del PD, come il Jobs Act e la buona scuola, alla continua legittimazione che i comuni portano avanti nei confronti di questi topi di fogna.
Non dimentichiamo come la retorica securitaria, che consegna la nostra libertà di espressione ai capricci delle autorità, è lo strumento infame che il governo usa per impaurire e reprimere.
Ma non dimentichiamo neanche che l’offensiva delle destre è specchio della profonda paura di una classe padronale messa alle strette dall’odio di classe che anima le piazze italiane ogni giorno.
Lo abbiamo visto nel grande febbraio antifascista dell’anno scorso, e l’abbiamo visto anche nelle ultime settimane, in cui migliaia e migliaia di persone sono scese in piazza in molte città e hanno messo con le spalle al muro quella stessa classe che si nasconde protetta dalla celere.
Loro hanno armi e polizia, ma non possono niente contro la solidarietà che dalle strade ai cancelli delle fabbriche anima gli/le sfruttate in un unico grido di lotta.
Da nord a sud possiamo fare una sola promessa: il fascismo non passerà!
Non un passo indietro!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento