10 su 11 le scuole occupate nella nostra città.

Migliaia gli studenti che hanno disertato i banchi, li hanno sollevati e accatastati. Per prendersi un pezzo dei posti in cui soffrono. Per difendersi.

Cinque giorni di criminalizzazione per una scuola che ha subito dei danni. Tutto ha dei costi.

È il prezzo dell’ingovernabilità per scuole trasformate in gabbie: educare, controllare, risparmiare. Uno dei “vandali” del Matteotti ha sempre avuto buoni voti ma l’anno scorso è stato bocciato per l’alternanza scuola-lavoro. Ore di catering dopo sei ore dietro al banco, davanti alla cattedra. In fondo fino a che servivano ai tavoli al preside faceva comodo mettere in mostra i giovani camerieri a zero euro l’ora.

È in fondo così diverso per noi? I fratelli più grandi, le sorelle più grandi? Valutati, accreditati, spossessati, stressati.

Il Tirreno non vuole capire, tutti sentenziano. Quell’adulto senza capelli che ghigna e minaccia “punizioni esemplari” è il preside di una scuola o un poliziotto?

Li chiamano “gli incappucciati”. Il preside parla a favore di telecamere. Ha il coltello dalla parte del manico, esercita il suo potere. Ma è uno. I ragazzi devono proteggersi, sono stanchi di essere dei bersagli. Lui è uno, loro sono tanti… E sono tutti uguali, sotto un cappuccio, dietro una sciarpa.

Servono 100 milioni per rimettere a posto le scuole. Dove sono? Serve tutta la forza di questi ragazzi per non fermarsi e far capire che questa scuola fa male. Loro ci sono.

Fonte:  Collettivo Universitario Autonomo Pisa

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