Marcia per il clima a Piacenza: ecco cosa ci racconta la giornata 1

Facciamo una doverosa premessa: che complottari di ogni sorta, patetici “incel” bianchi di mezza età e qualunquisti a tinte anticomuniste critichino Greta non ci stupisce: le argomentazioni con cui lo fanno sono le stesse medesime per cui nel 2001 non andava bene contestare le multinazionali con le Adidas ai piedi, nel 2008 contestare la Gelmini senza conoscere a memoria la legge, nel 2019 stare con chi salva vite umane in mare -specie se donna- e non con Salvini. Sono criptofascisti, e tali rimangono. Quelli che ci fanno incazzare sono piuttosto i supporti “compagni” di partitini e settarelle varie, che contrappongono la condizione sociale di Greta a quella dei poveri bambini del terzo mondo: non capendo un cazzo di Marx, non capiscono nemmeno i discorsi di Greta, che sottolinea come l’emergenza climatica riguardi tutti e per primi quelli che vivono n condizione di povertà (qua e nel terzo mondo) e che dovrebbero marxistamente allearsi per ribaltare l’esistente. 

Ribaltare l’esistente: cioè porre fine al modo di produzione (e di devastazione ambientale) capitalista. Vediamo come questa necessità, che non può che passare necessariamente dalle lotte sociali contro la diseguaglianza, si può declinare a livello nazionale e piacentino.

A livello nazionale, la priorità per tradurre il messaggio di Greta in fatti è sicuramente contrapporsi al “sistema grandi opere”, che in ogni grande opera pubblica vede la possibilità di arricchirsi per pochi producendo gravi devastazioni ambientali. La Tav in Val di Susa è l’esempio più lampante. Le marionette del PD oggi hanno provato a farsi vedere nelle mobilitazioni, ma tutti i giovani sanno benissimo che sono loro i primi mandanti della Tav, della fuoriuscita di amianto dalle montagne, della devastazione delle foreste e delle falde acquifere. Ed è proprio la piacentina neoministra De Micheli a porsi oggi come garante di quella immonda porcata. Non solo: è proprio il PD che ha fatto carta straccia del referendum che nel 2011 aveva “imposto” la ripubblicizzazione dell’acqua. Un vero scandalo che si fece beffa di tutte le favole sulla “democrazia”. CHI STA CON GRETA E’ CONTRO LA TAV, CONTRO IL SISTEMA GRANDI OPERE, PER L’ACQUA BENE COMUNE. E SICURAMENTE CONTRO IL PD.

A livello piacentino, raccogliere il messaggio di Greta significa altrettanto certamente contrapporsi alla giunta Barbieri. Le immonde colate di cemento che hanno realizzato (una delle quali beneficiando di un atto votato dalla precedente giunta PD) sono niente in confronto al rischio di devastazione ambientale insito nel piano di allargamento del polo logistico o nell’immane area agricola che verrebbe impermeabilizzata per costruire il nuovo ospedale. La sanità serve e di eccellenza, ma il PSC (piano regolatore) della città di Piacenza prevede di costruire solo all’interno della tangenziale. Il consumo di suolo è infatti il principale fautore del riscaldamento cittadino (e globale). La giunta sceglie di fregarsene per accontentare amici di amici, lasciando in eredità un danno secolare a tutti i giovani della città. Non solo: la giunta Barbieri così come quella del PD precedente continua a fregarsene dell’aumento dei tumori dovuto all’antiquata e superata soluzione dell’inceneritore, la cui potenza viene costantemente innalzata. Più rifiuti bruciati, più soldi per le lobby della mutliutilities Iren, più diossina, più tumori. Non ci sono dubbi a riguardo. Poi chi ha i soldi si curi, chi è povero muoia senza gravare sui conti pubblici. CHI STA CON GRETA E’ CONTRO LA GIUNTA BARBIERI E CONTRO QUELLA PRECEDENTE DEL PD, CONTRO GLI INCENERITORI, CONTRO IL CONSUMO DI SUOLO.

Siamo perfettamente consapevoli che il sistema, sia a livello transnazionale che governativo italiano, sta provando a neutralizzare il contenuto di queste mobilitazioni. Cercano di blandire i giovani facendosi vedere favorevoli alle mobilitazioni e mostrando la carota invece che il bastone utilizzato contro chi diceva le medesime cose nel 2001 a Genova o nel 2008-2010 all’interno delle mobilitazioni dell’Onda, o ancora nel 2011 nel movimento degli “indignados”.  Ed è normale che per moltx ragazzx non sia immediato il nesso tra i contenuti della piazza e la necessità di opporsi 1) agli attori  politici in ballo (neofascismo e PD in primis) 2)  a un sistema capitalista che non viene messo in discussione da questi. Ed è comprensibile questo nesso non sia immediato per le ultime generazioni, visti gli ultimi dieci anni di sistematico attacco alla qualità e ai contenuti del sistema scolastico, ai quali va aggiunta l’abitudine alla semplificazione comunicativa imposta dai social, che impastoia la comprensione della complessità del reale.

Ma è altrettanto CERTO che solo stando dentro il movimento reale e argomentando queste evidenza si può sperare di impedire la “neutralizzazione” del movimento e far sì che questa generazione indirizzi in modo coerente i propri sforzi. Per questo oggi siamo stati in piazza con le bandiere Notav, per questo abbiamo parlato di questi contenuti nel nostro intervento a fine corteo. Per questo non lasceremo mai a chi ci ha portato sull’orlo del baratro di prenderci ancora in giro straparlando di “capitalismo green” e altre assurdità utili solo ai loro profitti.

Marcia per il clima a Piacenza: ecco cosa ci racconta la giornata 2

 

 

 

 

 

 

 

L’intervento di ControTendenza al corteo per il clima di Piacenza

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