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Si è tenuta la due giorni di riflessione in Val Susa. Dall’assemblea è uscita la volontà politica di investire sull’autunno come momento di attacco al governo Renzi quale attore del peggior massacro sociale della storia del nostro paese. In questo senso, anche il contrasto alla riforma costituzionale è un possibile spazio di agibilità politica. Tutte le componenti hanno però concordato sul fatto che sarebbe stupido oltre che sbagliato appiattire su quel piano la discussione nei movimenti, che hanno anche altri e immediati terreni di conflittualità attraversabili: lotta per la casa, movimento dei facchini, contrasto alla repressione, lotta per la libertà di movimento a partire dal campeggio di Ventimiglia (5-10 agosto). Quelli sono i terreni da cui discende un nostro NO alla riforma costituzionale, un no irrimediabilmente diverso e anzi avverso a quello che possono portare i rottami della sinistra istituzionale (sì, anche quelli che votarono il pareggio di bilancio in Costituzione): per loro è la difesa di una carta la cui efficacia è venuta meno da anni, per noi la possibilità di colpire un nemico politico e le sue politiche classiste, non certo la lotta per un “patto sociale su carta” che non ci ha mai tutelati ed anzi ci ha esclusi. Italiani e migranti (che manco hanno il diritto di voto, figuriamoci se gli interessa la riforma costituzionale!) insieme costruiamo il mondo da basso, il resto è noia e politicismo.
Qui un riassunto della nottata No Tav:
Seconda giornata di lotta del campeggio No Tav cominciato giovedì 14 luglio.
Il movimento si è dato appuntamento questo saabto sera per una passeggiata notturna al cantiere della devastazione, è di nuovo il tempo di indossare gli scarponi!
In circa 300 persone ci si è mossi in direzione cantiere, con il corteo principale che si è mosso lungo il sentiero che da Giaglione porta al cantiere, tratto bloccato e chiuso dai jersey, mentre un secondo gruppo di No Tav ha preso i sentieri più alti, per porsi al di sopra del presidio delle forze dell’ordine e metterli quindi in difficoltà.
Verso mezzanotte sono incominciati gli attacchi al cantiere, con fuochi d’artificio ad illuminare il cielo della Clarea e ad indicare la strada ai tanti presenti verso il luogo dove viene perpetuata la devastazione di questa valle.
Oltre due ore di fronteggiamento con lanci di lacrimogeni da parte della polizia hanno impegnato tutti i No Tav in una notte di Resistenza nei luoghi del cantiere, con la polizia che grazie all’offensiva del gruppo che ha preso la via dei sentieri più alti ha dovuto ad un certo punto indietreggiare nei pressi delle recinzioni, rinunciando così a presidiare le posizioni più avanzate.
Sempre la polizia ad un certo punto ha chiuso l’A32, deviando così il traffico autostradale sulle statali per alcune ore.
Verso le 2 di notte la manifestazione si è conclusa e tra cori e soddisfazione si è fatto ritorno al campeggio di Venaus.
Il video della serata:

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