Il 4 dicembre si voterà per il referendum costituzionale. Sarà una votazione secca, chi prende più voti vince. Come deve votare chi si sente parte di quella fetta di società che sta in basso, se non del tutto esclusa? Sicuramente NO, vediamo perché.

  1. PER UN MOTIVO POLITICO: Renzi e i suoi vorrebbero farci credere che questo voto possa essere “isolato” dal contesto in cui matura. Ma noi crediamo che la memoria e la capacità di ragionare politicamente ci vietino di assumere questa prospettiva: non possiamo ignorare che Renzi è il responsabile delle peggiori leggi in fatto di lavoro (jobs act) e smantellamento del welfare, di lotta attiva contro i poveri (piano casa)…consegnargli una vittoria del genere significherebbe avere la garanzia che per tanti anni ancora avrà carta bianca nella sua opera di massacro sociale!
  2. PER UN MOTIVO DI MERITO: la demagogia di Renzi vorrebbe farci credere che se vince il “sì” si ridurranno i costi della politica…è patetico! 57 milioni sono bruscolini davanti al miliardo emmezzo che si risparmierebbe se si rinunciasse alla TAV, che oltre a essere un opera inutile e dannosa per l’ambiente ha permesso allo stato di sperimentare nuovi livelli di repressione e militarizzazione…ma a quella non si può rinunciare: devono girare i soldi per gli appalti alle grandi aziende e alle coop vicine alla ndrangheta e al PD (anche a quella parte di PD oggi contraria a Renzi, patetica anch’essa).
  3. PER UN MOTIVO STORICO-POLITICO: il nuovo senato diventerebbe eletto con un ulteriore filtro rispetto alla rappresentanza diretta (di fatto sarebbe nominato dai partiti). La nostra sfiducia nella attuale democrazia non ci impedisce di vedere che ciò significherebbe comunque una maggiore elitarizzazione e un allontanamento dal controllo popolare, che è proprio quello che invece vogliamo!
  4. PER UN MOTIVO DI COERENZA: ci dicono che “allora stiamo con Salvini e Casa Pound”…che cazzata! Ci siamo sempre noi antagonisti, sindacati di base, studenti a opporci a quei biechi personaggi, e i sostenitori del “sì” ci criminalizzano quando lo facciamo chiamandoci “violenti”. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, ma ciò non ci impedisce di vedere che le elite neoliberiste (la Clinton negli USA, il governo di Renzi-Boschi-Verdini in Italia) hanno massacrato i diritti sociali negli ultimi trentanni, e mandarli a casa è un passaggio necessario se vogliamo riconquistarli! Agitare lo spauracchio dei populisti e dei fascisti è proprio ciò che a questi spiana la strada, come successo con Trump!
  5. PERCHÉ VOGLIAMO ESSERE RIVOLUZIONARI: chi dice che il “sì” garantirebbe maggiore governamentalità…rinfocola la nostra voglia di votare NO! Diciamocelo chiaramente: chi ha governato negli ultimi 30 anni ha sempre fatto politiche antipopolari, spogliandoci dei diritti collettivi sul lavoro e riducendoci a masse di sfruttati. Non vogliamo rendergli la vita più facile! Al contrario, di fronte a questa democrazia, che di fatto esclude una grandissima parte della società (i giovani precari iper-sfruttati, le masse di operai immigrati nei magazzini..)…tifiamo ingovernabilità, tifiamo rivolta! Molti di noi, sentendosi esclusi dal sistema e dalle garanzie sociali, normalmente non votano alla recita elettorale: per stavolta vi chiediamo di fare uno sforzo e dire un NO forte che mandi a casa questo governo!
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