I fascisti creano “comitati per i quartieri sicuri” ma poi portano la ‘ndrangheta a Piacenza! 1

La notizia è clamorosa: arrestato per ‘ndrangheta il Presidente del Consiglio Comunale di Piacenza, Giuseppe Caruso. Costui, membro di Fratelli d’Italia, è l’uomo che il partito post-fascista e l’intera giunta Barbieri individuarono a suo tempo come meritorio dell’importantissimo ruolo di “arbitro” della contesa politica istituzionale. Non ci sovviene se su Caruso confluirono oppure no anche i voti dell’opposizione PD, ma è irrilevante.

Le anime belle si stracciano le vesti gridando alla penetrazione della criminalità organizzata nella nostra provincia, i giustizialisti invocano le forche e la galera. Noi, ci si consenta, invece non ci stupiamo per nulla.

Sono anni che, attraverso la partecipazione organica al movimento dei facchini, denunciamo pratiche di subordinazione degli esseri umani al lavoro secondo

I fascisti creano “comitati per i quartieri sicuri” ma poi portano la ‘ndrangheta a Piacenza! 2pratiche di stampo mafioso. Intimidazioni venute nel corso degli anni tanto da cooperative spurie e in odor di malavita organizzata quanto da altre all’apparenza più regolari e intrise di retorica legalitaria. Negli uni e negli altri casi, a noi e ai lavoratori in sciopero sono sempre state riservate denunce, botte, gas tossici con un fluire continuo e ininterrotto da dieci anni a questa parte.

Ci perdoneranno gli ingenui, ma non sappiamo che farcene dei piagnistei e non ci stupiamo per niente. Il malaffare organizzato lo abbiamo sempre combattuto in prima persona trovando lo stato a reprimerci, e sappiamo che aumentare quelle lotte è l’unico antidoto per vincere e liberare questa città.

Ciò che davvero non possiamo esimerci dal fare è però una valutazione politica su un fatto senza precedenti e davvero clamoroso anche sul piano nazionale.

Il tutto si può riassumere nelle prime righe di questa riflessione: Caruso era l’uomo cui la Giunta Barbieri aveva affidato le chiavi del confronto politico cittadino.

 

Ciò basta e avanza per invocare da subito e senza esitazioni LE DIMISSIONI DEL SINDACO E DELLA GIUNTA. Chi verrà dopo sarà peggio? Probabile. Combatteremo anche loro. Ma le dimissioni, di fronte a un fatto di questa entità, sono un fatto dovuto.

In secondo luogo, è impossibile non rilevare la sfacciata e macroscopica contraddizione nella retorica dei fascisti piacentini. Proprio quei “Fratelli d’Italia” (che alle ultime elezioni europee hanno corso federati al partito neo-nazista “Progetto Nazionale”), più volte difensori pubblici di Casapound e animatori di ridicoli quanto non credibili “comitati per i quartieri sicuri”, erano i principali instillatori di retorica securitaria e della paura nel tessuto sociale.

Denunce sul niente a mezzo stampa, chat “di quartiere” in cui si terrorizzavano gli anziani e gli sprovveduti additando come forieri di insicurezza i pochi presidi di socialità rimasti in città, polemiche sul nulla elevato al cubo che avevano come destinatari i giovani, i “negri”, chi prova faticosamente a promuovere cultura ed aggregazione in città. Tutta questa pantomima per poi scoprire che il loro rappresentante col più alto grado di rappresentanza istituzionale era l’uomo della ‘ndrangheta a Piacenza. Ogni credibilità di questi fantomatici comitati è venuta meno, se non fosse già in passato bastata la candidatura di alcuni fra i loro principali animatori proprio nelle file di Fratelli d’Italia, laddove si sperticavano per dichiarare l’imparzialità dei comitati stessi.

Oggi come ieri, mafia e fascisti sono una cosa sola. Chissà che onore per quei fulgidi penta-stellati piacentini passati armi e bagagli in Fratelli d’Italia sperando di cavalcare il vento della paura. Oggi come ieri, sappiamo che non sarà dalle aule di tribunale che arriverà alcuna Liberazione, e che le strade e le città sicure le fanno le compagne e i compagni che le attraversano, che promuovono socialità e cultura, che lottano contro l’annichilimento nelle strade e davanti ai cancelli delle aziende.

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