Si chiamava Soumaila Sacko, migrante maliano di 29 anni, sempre in prima fila per i diritti sindacali e sociali dei braccianti.

Soumaila è stato colpito alla testa sabato notte nei pressi di una fabbrica abbandonata lungo la Statale 18, in contrada Calimera di San Calogero, in provincia di Vibo Valentia, mentre cercava lamiere per la sua baracca insieme a due compagni. Soumaila non ce l’ha fatta, i due connazionali si sono salvati: uno colpito alla gamba e l’altro illeso.
Come loro in quella zona ci sono oltre 4000 braccianti migranti che vengono sfruttati per la manodopera durante la stagione di raccolta dai produttori di arance, clementine e kiwi.

Questa è solo la prima goccia di sangue versata a soli tre giorni di vita del nuovo governo Lega – 5 stelle. Chi soffia sul vento del razzismo, della guerra tra poveri, della restaurazione dei muri e delle frontiere è il mandante morale di ogni crimine a sfondo razziale.

Abbiamo assistito qualche mese fa alla sparatoria di Macerata e assistiamo quotidianamente a misure di repressione durissime che hanno avuto inizio con il decreto legge di Minniti e che peggioreranno con il nuovo ministro degli interni Matteo Salvini.

Non possiamo rimanere indifferenti.
Siamo e saremo sempre dalla parte di chi attraversa il Mediterraneo per cercare rifugio da guerre ed ingiustizie, dalla parte di chi è costretto a vivere all’interno di capanne fatte di lamiere per 2 euro all’ora.

Nessuno spazio a fascismo e razzismo!

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