Cuor di Leone e la lotta al crimine 1

La lotta al crimine a Piacenza rassicura il cittadino perbene: ogni pericoloso venditore ambulante verrà catturato, ogni birra verrà sequestrata e ogni straniero verrà fermato. Fate sogni dolci, i vostri figli sono al sicuro.
O no?
Per andare a scuola utilizzando i trasporti una famiglia deve spendere centinaia di euro all’anno, assumendosi il rischio di ritardi infiniti, treni deragliati e autobus in fiamme. Il numero sconvolgente di stupri e di violenze domestiche non cessa di crescere. La possibilità economica di proseguire gli studi è un sogno per gran parte dei ragazzi e delle ragazze della città. Le polveri sottili minacciano quotidianamente mali incurabili e il cemento mangia con voracità tutto quel che rimane della città.

Un panorama quanto meno ironico, soprattutto per chi, leggendo, immagina giustamente le giacche e cravatte che si strofinano le mani con la bava alla bocca.
Ma, come ci racconta un conosciuto “giornale” online, Zandonella cuor di leone si è già messo il mantello per proteggere il giovane e bianco piacentino dagli incidenti sui mezzi pubblici, dalle violenze sessuali, dalla precarietà e dal cancro. In che modo? Punendo, per esempio, il pericoloso criminale che ha pisciato per strada.  [Clicca QUI per leggere l’articolo]  

È già un inizio: sia mai che il centro storico non puzzi di piscio umano, anziché del consueto piscio di cane. Non possiamo trattenerci dal fare un po’ di ironia: del resto, la minaccia di controlli capillari sulle strade da parte di una giunta che vanta l’aver goduto delle dolcezze della ‘Ndrangheta non può che far sorridere. Mafia e stupri sì, ma la lotta contro i pisciatori seriali non avrà tregua.
L’inettitudine che tutti i patriarchi tradiscono nel mostrare il pugno di ferro ha certamente spiegazioni ben più profonde di un po’ di considerazioni ironiche, e le preferiamo riportare con una voce un po’ più autorevole della nostra:

«L’affermazione che gli scopi di Polizia sono sempre identici o anche solo connessi a quelli del diritto è profondamente falsa.
Anzi, il diritto della polizia segna proprio il punto in cui lo Stato, vuoi per impotenza, vuoi per le connessioni immanenti in ogni ordinamento giuridico, non è più in grado di garantirsi – con l’ordinamento giuridico stesso – gli scopi empirici che intende raggiungere ad ogni costo. Perciò, la polizia interviene per ragioni di sicurezza in casi innumerevoli in cui non sussiste una chiara situazione giuridica, quando non accompagna il cittadino come una vessazione brutale senza alcun rapporto con fini giuridici, attraverso una vita regolata da ordinanze, o addirittura quando non lo sorveglia». (W. Benjamin)

A noi non interessa dilungarci sul solito “ci sono problemi più importanti da risolvere”, perché sappiamo bene non è certo chi mangia sulla nostra pelle che si occuperà dei nostri problemi, anzi. Ci interessa piuttosto notare come la pervasività del controllo di Polizia che viene costantemente minacciata (e attuata, perché il leghista mantiene sempre le promesse – ma di certo non paga i suoi debiti, quelli sono i Lannister -) mostra come il potere del padronato sappia bene che la città è una polveriera pronta a esplodere e, con l’esasperazione e l’isteria di un padre che non domina più la figlia, cerca di non annegare, aggrappandosi alla sterilità del controllo ossessivo in fantomatiche zone rosse da tenere costantemente a bada.
Insomma, detto in parole povere: non è forse che i nostri amici si sono resi conto che la polvere accumulata sotto il tappeto sta diventando una montagna?

La questione è evidente: chi esaspera il controllo teme rivolta.

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