contraccezione-gratuita-emilia-romagna

Scriviamo questa nota felici dell’iniziativa promossa da alcuni mesi dalla Regione Emilia Romagna in tema di diritti, prevenzione ed educazione sessuale.

Dal 1° gennaio 2018, infatti, in Emilia-Romagna possono ricevere gratuitamente qualsiasi tipo di contraccettivo (preservativi maschili e femminili, pillole, spirali, anello, impianti sottocutanei, “pillola del giorno dopo”, ecc.) dai consultori ASL e consulenza da parte del medico o dell’ostetrica:

  • Donne e uomini con meno di 26 anni;
  • Donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni con esenzione di disoccupazione o lavoratrici colpite dalla crisi, nei 24 mesi successivi a una interruzione volontaria di gravidanza e nei 12 mesi successivi al parto.

Per accedere al servizio bisogna possedere la residenza in un comune della regione ed essere iscritti al Servizio Sanitario Nazionale.

Riteniamo la contraccezione gratuita ai giovani e alle fasce più deboli un primo passo importante per costruire coscienze informate e consapevoli e per rendere accessibili servizi e strumenti piuttosto costosi e, ancora, da molti ignorati.
Purtroppo constatiamo come i requisiti per accedere a tale servizio, di fatto, vadano ad escludere alcune soggettività del nostro territorio, quali i migranti clandestini, privi di documenti e quindi della residenza. Un aspetto, questo, da considerare e risolvere.

Estendere diritti e ampliare i servizi in ambito sanitario ed educativo risulta centrale in una società se si intende offrire alle persone libertà di scelta e di decisione sui propri corpi e le proprie vite.

contraccezione-gratuita

Oggi ancora di più, in cui tali diritti di decisione sulla propria persona e la propria vita sono violati, minacciati e compromessi dal numero elevatissimo di obiettori di coscienza, dai tagli alla sanità e al welfare, dalle ridicole e subdole campagne anti-gender, è fondamentale contrastare la disinformazione con l’educazione, il bigottismo e la paura con la conoscenza, l’ignoranza con l’informazione.

Per questo accogliamo con soddisfazione questa notizia, contenti/e che la nostra regione abbia esteso l’accesso gratuito ai contraccetivi anche agli uomini (diversamente dal Piemonte), e ci prendiamo a cuore che venga diffusa massimamente tra i giovani, tuttavia rimaniamo convinte che sia solo un primo passo, necessario ma non sufficiente.

Riteniamo assolutamente imprescindibile introdurre e potenziare progetti di educazione sessuale e all’affettività nelle scuole, in quanto luoghi di crescita e di aggregazione giovanile per eccellenza che, come tali, devono farsi promotori di conoscenza anche in questo campo.

La promozione di cultura specialmente nei luoghi della formazione è, infatti, uno dei pilastri essenziali per l’abbattimento di stereotipi e tabù, per acquisire un approccio maturo e consapevole nell’ambito della sessualità e della sfera affettiva e per fornire alle persone gli strumenti necessari per comprendere ed elaborare la propria identità e i propri desideri in totale libertà.

Denunciamo, inoltre, i tagli ai servizi pubblici e al welfare, che sempre meno riescono a sostenere le scelte e a garantire l’autonomia delle persone e in particolare delle donne, maggiori vittime della precarietà e dei ricatti sociali.

Rigettiamo con forza l’idea patriarcale e fascista della donna come incubatrice di bambini e le campagne mediatiche dei governi che ci esortano a procreare, per cercare di tamponare la drastica riduzione delle nascite, omettendo in modo ipocrita le responsabilità di questo crollo. Siamo infatti consapevoli che le cause di questa decrescita sono i continui tagli ai servizi, la precarietà esistenziale ed economica che, di fatto, rendono la maternità un privilegio, una rinuncia obbligata e non una libera scelta.

Siamo altresì consapevoli che l’elevato tasso di obiettori di coscienza (intorno al 70% nella nostra, pur “virtuosa”, regione) rappresenta una violazione della libertà della donna di decidere su di sé e del diritto di accedere a cure sicure e necessarie.

Rifiutiamo quindi la cultura cattolica della colpa e del peccato, le logiche patriarcali e sessiste, gli atteggiamenti omofobi, machisti e patriarcali che permeano la nostra società in ogni ambito, da quello pubblico a quello privato, pretendendo di imporre regole e codici di vita.
Diamo guerra all’educazione eteronormata cisgender e rigettiamo iniziative quali il Family Day o politiche subdole come il pinkwashing.

Insomma, siamo convinti/e che ci sia tanto su cui lavorare, contro e per cui lottare, sia sul piano dell’immaginario e dell’educazione, che su quello molto materiale delle condizioni d’esistenza.

  •  
    182
    Shares
  • 182
  •  
  •  
  •  
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento