"Come osate?" sovvertire il sistema per salvare il mondo 1

Apriamo questo intervento con le parole di fuoco che Greta ha rivolto ai capi del mondo alle Nazioni Unite, solo qualche giorno fa: “come osate? – how dare you?”. È una domanda secondo noi molto importante, perché ribalta l’idea comune che le persone hanno di questo sistema economico. “Come osate?” è una domanda che indica chiaramente come il capitalismo sia una violazione dei diritti di tutti, ma a beneficio di pochi. “Come osate?” è un grido di protesta contro l’idea liberista per cui il privato, pur di guadagnare, ha diritto di schiacciare chiunque e qualsiasi cosa.

Allora noi non possiamo fare altro che portare questa coraggiosa domanda anche nel nostro piccolo. Alla giunta cittadina, dal primo all’ultimo dei suoi membri, noi diciamo “come osate?”. Come osate continuare a vendere ogni mezzo metro quadrato della città al nuovo, ennesimo super mercato. Un Lidl dietro l’altro che continua a soffocare il nostro territorio di cemento e di spreco, ingannando i più con il mito della creazione di posti di lavoro (totalmente falso) e regalando un deserto grigio che soffoca la vista e il respiro. Noi ci chiediamo chi ci andrà lì a far la spesa, quando il supermercato più vicino dista cinque metri. Continuate a costruire la vostra immagine pubblica sfruttando gli innumerevoli abusi edilizi che devastano Piacenza, non curandovi minimamente delle decine di associazioni, comitati e gruppi cittadini nati in contrasto alla vostra ignobile politica, che sta rendendo la città un cimitero di palazzoni inutili.  Vogliamo parlare anche dell’inceneritore, che causa un danno alla salute pubblica e all’ambiente enorme, ma che voi continuate a tenere in vita, nonostante in tanti si siano attivati per la sua chiusura? Vogliamo parlare del nuovo ospedale che volete costruire fuori dalla tangenziale e con cui si distruggerà un terreno agricolo che non sarà più recuperabile una volta cementificato, nonostante il piano regolatore lo vieti espressamente? Continuate a giurare di aver a cuore gli interessi dei cittadini. Sicuramente, ma di quali cittadini? Dei cittadini che fanno gli interessi vostri, un pugno di persone che lucra ogni giorno sulla pelle, e i polmoni, di tutta la città.

È questo il vostro sviluppo? Lo leggiamo tutti i giorni, ovunque: “Piacenza maglia nera per l’inquinamento”, “Piacenza ai primi posti per morti di tumore”, “Piacenza terza provincia più inquinata del paese”, “Piacenza che supera il limite massimo annuale di polveri sottili già a marzo”. E poi sui vostri articoli green leggiamo “basta sigarette gettate a terra, l’Amministrazione regala cinquecento posacenere tascabili”. È questa la vostra risposta? Ma come osate?

E anche a livello nazionale e globale la solfa non cambia. Interessi di stato e mafie si coalizzano per lo stesso obiettivo: distruzione che frutta un mucchio di soldi. Lo vediamo con la Tav, famosa per gli interessi miliardari che porta con sé, per la devastazione ambientale che promette e per il livello di corruzione che cerca di nascondere tutti i giorni. Eppure, è anche famosa perché è una delle poche grandi opere che ha visto un’organizzazione popolare in grado di impedirne la costruzione da più di trent’anni, nonostante la repressione feroce che gli attivisti e le attiviste hanno dovuto subire. Ma noi continueremo a sostenerlo a gran voce: la Tav non si farà, né ora né mai. Ci troverete nei sentieri in montagna a impedirvi di continuare a stuprare le nostre terre. E se lo facciamo con la Tav, possiamo farlo contro tutte le grandi opere che sono spreco di soldi pubblici e che devastano questo paese.

Il capitale getta in pasto alla sua macchina territori sterminati, relegando la natura a parchi e riserve protette (dai quali, ottenere profitto), distruggendo equilibri millenari, sacrificando la vita di miliardi di persone e animali. La situazione è veramente insostenibile, smettiamola di nasconderci dietro a un dito: non esiste green economy che tenga. Anche se lo stile di vita personale è un punto di partenza importante, non sarà il veganesimo a fermare l’allevamento intensivo e l’orrore che questo contiene, sia nei termini dell’inquinamento che produce (è infatti una delle industrie più inquinanti del pianeta), sia nei termini del profondo disprezzo della vita che porta in sé, disprezzo condiviso dal capitalismo tutto. Non saranno nuove grandi opere ecosostenibili a limitare l’inquinamento, smettiamola di correre dietro specchi per allodole: nessuna economia capitalistica, liberista o keynesiana che sia, è in grado di stare nei limiti che gli scienziati hanno posto per salvare questo pianeta. Per ottenere le fonti rinnovabili che molti capitalisti predicano servirebbe rendere il pianeta un’unica, grande miniera, facendo dei danni ancor più grossi di quelli che stiamo vivendo. Le soluzioni che ci propongono sono queste. Vogliamo davvero accontentarci? Per noi è semplice e chiaro: occorre individuare il problema alla radice, e organizzarsi per distruggerlo, cambiarlo radicalmente. Non abbiamo paura di mettere in discussione l’ideologia che domina e distrugge le nostre vite: abbiamo forse qualcosa da perdere? Diciamolo chiaro e tondo: non esiste ambientalismo senza anticapitalismo. Questo sistema economico ci sta sterminando, non abbiamo più scuse.

“Ma come osate” è il grido di una generazione che oggi è scesa in piazza e che solo lottando e organizzandosi per cambiare il sistema, potrà salvare questo mondo.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento