Questo era il tribunale stamattina. Un totale di 50 celerini più i dirigenti della questura a sorvegliare i solidali accorsi a sentire l’inaugurazione del processo contro i manifestanti arrestati per il corteo del 10 febbraio.

Sulla scarcerazione di Brescia il tribunale si esprimerà in dieci giorni, ma nel suo sorriso si è specchiata in aula la solidarietà di quella composizione meticcia e solidale che il 10 febbraio aveva detto che era troppo, che lo sdoganamento del razzismo istituzionale (a Piacenza le commistioni fra amministrazione e gruppetti dichiaratemente neonazisti è ormai conclamata) deve trovare un freno nelle persone di buona volontà.

Una giornata che era stata specchio di anni di lotte e resistenza davanti ai cancelli dei magazzini, nei quartieri, di contrasto all’abbandono scolastico. Percorsi che sino alla fine rimarranno solidali ai colpiti dalla repressione.

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